Zacapa 23 Años – recensione

Probabilmente uno dei ron più famosi al mondo, e anche uno dei più fraintesi. Zacapa 23 è un rum da melassa e miel virgen, invecchiato con sistema solera, all’interno del quale il rum più vecchio arriva teoricamente a 23 anni. Quanto di quel distillato finisca davvero nel blend finale è oggetto di discussione: alcune stime parlano di percentuali molto basse, ma è difficile verificarlo con certezza.

Al naso si presenta dolce e vanigliato, elegante, costruito per risultare immediatamente piacevole. Emergono note di caramello e una leggera tostatura di caffè, senza particolari spigoli. Tutto molto ordinato, forse anche troppo.

In bocca è morbido, setoso, quasi ruffiano. Personalmente non trovo la dolcezza eccessiva, nonostante molti sostengano il contrario, ma il vero problema è un altro: mancano guizzi, manca tensione, manca quel momento che ti faccia dire “wow”. Il sorso scorre via senza lasciare grande memoria di sé.

Nel finale affiora un po’ di legno, ma restano dominanti vaniglia e spezie dolci, in particolare una cannella molto delicata. Nessuna asperità, nessuna presa di posizione.

Zacapa 23 è un rum che ha fatto la storia del mercato, ma non necessariamente quella del distillato. Piace, è innegabile, ma oggi il suo limite è evidente: vive più di reputazione che di contenuto.

Bottiglia: 6 (bella, ma quel “23” in evidenza è fuorviante)
Olfatto: 7
Palato: 6,5
Finale: 6,5
Rapporto qualità/prezzo: 6 (il prezzo non è il suo punto di forza, ma è la legge della domanda e dell’offerta)

Giudizio finale:6,4

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