Il progetto Providence rappresenta una delle realtà più interessanti e autentiche del panorama rum contemporaneo. Siamo ad Haiti, in una nuova distilleria nata con l’obiettivo di valorizzare la canna da zucchero locale e una distillazione artigianale, discontinua, senza scorciatoie né compromessi.
Dietro Providence c’è la visione di Luca Gargano, con una filiera cortissima che parte dalle canne cristalline di Sajous, passa da un alambicco Müller a bagnomaria (con l’inconfondibile contributo tecnico di Capovilla) e arriva a rum che parlano chiaro, senza additivi e senza maschere.
Con le release 2019 e 2021, Providence mostra due facce molto diverse dello stesso progetto. Non si tratta di un semplice cambio di annata, ma di due rum con identità ben distinte, soprattutto per quanto riguarda invecchiamento e profilo aromatico.
Il contesto: distillazione e filosofia comune
Prima della comparazione è importante chiarire un punto:
Providence 2019 e 2021 condividono la stessa anima produttiva.
- Distillazione discontinua
- Materia prima: canna da zucchero fresca
- Nessuna aggiunta
- Approccio agricolo, territoriale, diretto
La differenza non sta quindi nel “come”, ma nel tempo, nelle botti e nel modo in cui il legno dialoga con il distillato.

Providence 2019 – La vera novità
Il Providence 2019 è, senza mezzi termini, una sorpresa assoluta.
È il rum che porta i Providence non invecchiati a uno step successivo, dimostrando quanto anche un invecchiamento breve possa essere incisivo se fatto bene.
Invecchiamento
- 3 anni
- Botti ex Caroni
- Imbottigliato a 52% ABV
Questo è il punto chiave: ex Caroni su un distillato haitiano così puro non era affatto scontato. Il risultato è tutt’altro che coprente.
Degustazione Providence 2019
Naso
Canna da zucchero fresca immediatamente riconoscibile, seguita da note calde e speziate. C’è un leggero sentore balsamico che, con l’ossigenazione, lascia spazio a erbe aromatiche e a una salinità marina sorprendente.
Palato
La gradazione è perfettamente integrata, avvolgente. Spezie, balsamicità, e un legno che lavora in sottrazione, non in imposizione. Le botti ex Caroni emergono in sfumature mentolate e lievemente idrocarburiche, mai invasive.
Finale
Medio, pulitissimo. Una leggera astringenza, ritorni marino/vegetali, sensazione di grande precisione.
👉 Alla cieca, non sembrerebbe affatto un rum di soli 3 anni. Ed è proprio questo il punto: il 2019 è una novità vera, non un esercizio di stile.

Providence 2021 – Più equilibrio, più legno
Il Providence 2021 nasce con un’eredità pesante: il 2019 ha lasciato il segno. Ma non cerca di imitarlo.
È un rum completamente diverso, più maturo nella gestione del legno, più “classico” se vogliamo, ma non meno interessante.
Invecchiamento
- Passaggi in botti ex Caroni
- Passaggi in botti ex Bourbon
Qui il legno è protagonista in modo più evidente.

Degustazione Providence 2021
Profilo generale
Rispetto al 2019 è più legnoso, più rotondo, con una struttura più composta. Gli aromi raccontano chiaramente i passaggi in botte, sia Caroni che Bourbon, in modo leggibile e ordinato.
Abbassare leggermente la temperatura (anche solo con due pietre) aiuta molto:
- la bevuta diventa più piacevole
- la struttura si fa corposa
- il legno perde spigoli
È un rum che punta sull’equilibrio, meno istintivo del 2019 ma più “rifinito”.


Comparativa diretta: Providence 2019 vs 2021
| Caratteristica | Providence 2019 | Providence 2021 |
|---|---|---|
| Invecchiamento | 3 anni ex Caroni | Caroni + Bourbon |
| Impatto del legno | Sottile, integrato | Più evidente |
| Profilo | Vegetale, balsamico, marino | Legnoso, equilibrato |
| Energia | Alta, istintiva | Più controllata |
| Identità | Sperimentale, sorprendente | Matura, armonica |
Considerazioni finali
Il Providence 2019 resta, senza dubbi, il più sorprendente. È quello che rompe gli schemi, che dimostra quanto poco serva per ottenere grande profondità se materia prima e distillazione sono al centro.
Il Providence 2021 è un rum più “razionale”, più legato al dialogo con il legno, forse meno dirompente ma molto solido.
Se il 2019 è istinto e personalità, il 2021 è equilibrio e consapevolezza.
Due rum diversi, entrambi coerenti, entrambi sinceri. Ma il 2019, almeno per me, resta quello che fa battere il cuore.








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